La città ai cittadini. Subito.
Armando Zambrano
Consigliere Comunale di Salerno
Vice Presidente del Consiglio Comunale di Salerno

Armando ZAmbrano
Chi è
È cresciuto a Salerno. Ingegnere civile e strutturista, laureato con lode, ha costruito qui la sua carriera come professionista indipendente, tra progettazione, direzione lavori, sicurezza e urbanistica. Una vita concreta, fatta di responsabilità e risultati conla visione del fare.
Per anni ha rappresentato le professioni tecniche, economiche, giuridiche e sociosanitarie nelle sedi nazionali, portando la voce di migliaia di colleghi nei luoghi in cui si decidono le regole del lavoro, della sicurezza e della qualità urbana. Conosce le istituzioni: sa come funzionano e sa anche, troppo spesso, perché non funzionano.
Oggi sceglie di mettersi in gioco non per ambizione personale, ma per senso di responsabilità verso la sua città. Perché crede che Salerno meriti una svolta vera: una guida seria, capace di ascoltare, di confrontarsi e di costruire il futuro con metodo.
Il suo modello è quello di chi costruisce ogni giorno: ascoltare, misurare, fare.
Ama il lungomare di Salerno, le moto, il calcio, i libri di fantascienza. Ha la concretezza di chi ha sempre lavorato sul campo e la visione di chi sa guardare lontano.
Non è un politico di professione. È un salernitano che ha scelto di mettersi al servizio della propria comunità.
A seguito delle elezioni comunali, è stato eletto Consigliere Comunale e successivamente Vice Presidente del Consiglio Comunale, esponendo anche in questa sede le sue idee e visioni per la Città di Salerno.
Metodo, concretezza e una visione chiara per la nostra città.
NON PER AMBIZIONE, MA PER RESPONSABILITÀ: PERCHÉ SCENDO IN CAMPO
Ho deciso di candidarmi perché conosco la differenza tra promettere e costruire. In anni di attività professionale e istituzionale, ho imparato che i problemi non si risolvono con gli slogan, ma con il progetto e la competenza. Salerno è la mia casa e oggi ha bisogno di una guida tecnica capace di sbloccare l’inerzia e amministrare con rigore. Porto con me la concretezza del cantiere e la trasparenza di chi ha sempre lavorato fuori dai palazzi, per rimettere finalmente al centro il merito e il futuro dei salernitani.

Dalle idee ai fatti
Le nostre proposte per un governo condiviso
Cento giorni. Cose concrete, subito
Niente luna di miele. Dal primo giorno: i conti del Comune aperti a tutti, la città ripulita quartiere per quartiere, le assemblee civiche avviate, un piano di sicurezza operativo. Ogni impegno con una scadenza. Ogni scadenza verificabile da chiunque.
NESSUNO LASCIATO INDIETRO
Anziani soli, famiglie fragili, persone che lavorano ma non arrivano a fine mese. Presa in carico vera, non burocrazia. Mense scolastiche più accessibili. Terzo settore come partner, non come fornitore. Una Salerno solidale realmente organizzata per l’assistenza.
I CONTI DEL COMUNE: LA VERITÀ, TUTTA
Salerno ha un debito che pesa fino al 2044. I cittadini hanno il diritto di sapere esattamente quanto, come si rientra e margine di spesa. Un Rapporto pubblico ogni anno, scritto per essere capito, non per essere archiviato, e presentato ai cittadini. Gestione delle partecipate chiara e trasparente. Consigli d’amministrazione scelti con bandi che premino il merito.
LA CITTÀ DECIDE CON NOI
Le scelte importanti come il porto, il lungomare, i quartieri, le piazze e la mobilità non si prendono più nel palazzo. Si discutono con i cittadini prima, non dopo. Confronto e motivazioni pubblici. Partecipare significa contare davvero.
PARITÀ DI GENERE: SI MISURA, NON SI PROCLAMA
Appalti pubblici che premiano chi davvero investe sulla parità di genere. Un fondo per chi va protetto dalla violenza. Una rete antiviolenza con risorse e coordinamento. La parità non è uno slogan di apertura: è un criterio che entra nei contratti, nelle case, nel lavoro.
SALERNO HA CURA DEI SUOI GIOVANI
Uno sportello che orienta al lavoro, un patto tra Comune, Università e imprese, tirocini con regole serie, formazione per tutti. L’obiettivo non è consolatorio: è necessario che i ragazzi trovino ragioni concrete per restare qui, non altrove. Istituzione della figura dell’Assessore giovane per i giovani.
PORTO E CITTÀ: BASTA GUERRA, SI GOVERNA
Il porto porta lavoro. Porta anche tir, rumore e barriere. Si può tenere insieme tutto, con un piano serio su traffici, accessi e waterfront. Non più uno contro l’altro: il porto nella città, la città sul mare.
SALERNO, PORTA DEL MEDITERRANEO
Due costiere, un aeroporto che cresce, un golfo tra i più belli d’Italia. Salerno smette di essere corridoio e diventa destinazione. Accoglienza ordinata, percorsi tematici, programmazione che funziona tutto l’anno e non solo a dicembre.
IL CENTRO STORICO TORNA A VIVERE
Artigianato locale, residenti stabili, vicoli sicuri e illuminati, edifici abbandonati da decenni finalmente recuperati. Accompagnamento per chi vuole avviare un’attività. Il centro storico non è un luna park per i turisti. È un quartiere. Va trattato come tale.
COSTRUIAMO DOVE SI È GIÀ COSTRUITO PER RIDURRE IL CONSUMO DI SUOLO
Salerno ha 55.000 abitanti in meno di quanti ne prevedeva il piano urbanistico. È tempo di smettere di espandersi e ricominciare a curare: quartieri popolari, edifici dismessi, spazi degradati. Più qualità e sostenibilità. Interventi concreti sull’eliminazione delle barriere architettoniche.
MUOVERSI A SALERNO NON DEVE ESSERE UN PROBLEMA
Un biglietto per tutto il giorno, su bus e metro. Reti dei quartieri che collegano davvero. Informazioni in tempo reale alle fermate. E Porta Ovest: dopo vent’anni e 160 milioni, i cittadini meritano una risposta chiara su cosa è stato fatto e cosa resta da fare. Automatizzazione delle informazioni stradali e dei semafori.
LA SALUTE E LA SICUREZZA NON SI NEGOZIANO
Delocalizzazione delle fonderie con tutela dei lavoratori, aria monitorata, dati pubblici. Piano antisismico per scuole e quartieri. Programma di protezione da rischio idrogeologico anche mediante informazioni geolocalizzate. Illuminazione e videosorveglianza dove servono. La sicurezza si costruisce con la prevenzione, non con le ordinanze.
LA POLIZIA MUNICIPALE: FINALMENTE UNA PRIORITÀ
Troppo pochi, troppo lontani, con troppo pochi mezzi. Piano di assunzioni, stabilizzazione dei precari, sede dignitosa, presìdi nei quartieri. I vigili tornano a essere un riferimento. quotidiano per chi vive la città.
LO SPORT È UNA COSA SERIA
Impianti che cadono a pezzi, campetti abbandonati, discipline minori non curate. Si riparte da un censimento serio e da un piano di recupero vero. Lo sport è presidio sociale, salute pubblica, educazione. Non è un capitolo residuale del bilancio.
IL COMUNE CHE SI FA TROVARE
Pratiche online che funzionano, sportelli nei quartieri, numero verde che risponde, Consigli comunali in streaming. Chi ha bisogno di un documento, di un’informazione, di una risposta non deve più inseguire nessuno. Il Sindaco e gli assessori sempre disponibili per i cittadini.
GLI ANIMALI FANNO PARTE DI QUESTA CITTÀ
Un Garante comunale per la tutela degli animali che venga nominato. Aree di sgambamento riqualificate in ogni quartiere. Colonie feline tutelate. Un rifugio dedicato ai gatti che non possono tornare in colonia per ragioni sanitarie permanenti. Campagne di adozione serie. La salute è una sola: delle persone, degli animali e dell’ambiente in cui viviamo.
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PAD

Sotto l’aspetto di amministrazione delle aree Demaniali, completando la procedura già avviata dalla Regione il 23/04/2024 con la delibera del PUAD, è stato adotatto il Piano di Utilizzazione delle Aree Demaniali, in attuazione della Legge 04/12/1993 n. 494. C’è voluto un poco di tempo. Adesso, è in corso il periodo di 30 giorni per la presentazione di proposte da parte dei cittadini sulla individuazione delle aree libere e in di quelle in concessione, nonché sulle previsioni tecniche e regolamentari.
Uso delle spiagge e rapporto con il mare
Il programma collega il tema delle spiagge alla più ampia strategia su mare, waterfront, turismo, qualità urbana e accessibilità.
La linea generale è evitare che il mare sia percepito solo come sfondo o risorsa turistica per pochi. Salerno dovrebbe rafforzare il rapporto quotidiano tra cittadini, visitatori e costa, tutelando allo stesso tempo paesaggio, qualità delle acque, vivibilità dei quartieri e fruizione pubblica.
Nel programma emerge l’attenzione a:
– fruizione ordinata del lungomare e del waterfront, evitando interventi calati dall’alto;
– valutazione degli impatti su traffico, paesaggio e qualità delle acque per eventuali ampliamenti della portualità turistica;
– accessibilità e servizi nelle aree costiere e nei punti strategici del turismo;
– equilibrio tra residenti, visitatori e operatori economici, soprattutto nelle zone più esposte alla pressione turistica.
Il tema delle spiagge si inserisce quindi in una visione di costa come bene urbano da governare con regole, servizi, manutenzione e partecipazione.
Piano di prevenzione sismica
Sul rischio sismico, il programma parte dal riconoscimento che Salerno e la Campania si trovano in un’area esposta a criticità rilevanti.
La proposta centrale è un Piano di prevenzione del rischio sismico articolato in tre passaggi:
Classificazione degli edifici: Censimento del patrimonio edilizio per epoca costruttiva, tipologia strutturale e vulnerabilità. Priorità agli edifici sensibili: Attenzione iniziale a scuole, ospedali, edifici pubblici e aggregati residenziali più esposti. Fascicolo digitale del fabbricato: Introduzione graduale di uno strumento che raccolga dati su stato statico, impianti, manutenzioni e autorizzazioni.
Impianti sportivi

Lo sport a Salerno tiene insieme salute, educazione e identità. Ma lo stato reale di molti impianti è preoccupante. Muri crollati e piste interdette al pattinodromo Tullio d’Aragona, degrado ai campi Settembrini e De Gasperi, strutture sporche e carenti sul piano della sicurezza. Accanto a queste criticità esistono esperienze positive: riapertura di campi di quartiere, progetti sociali che usano lo sport come presidio educativo a Sant’Eustachio e al Centro sociale di Pastena.
L’obiettivo è semplice. Rimettere in ordine ciò che c’è, renderlo accessibile a tutti, usare impianti e campetti come infrastrutture di comunità, non come capitoli marginali del bilancio.
Ripristino degli impianti esistenti
Salerno ha impianti storici e strutture diffuse nei quartieri che soffrono anni di manutenzione insufficiente. Il caso del pattinodromo di Torrione, con il crollo del muro di contenimento e la chiusura della pista esterna, è diventato simbolo di un problema più generale che coinvolge palestre, campi e palazzetti.
Il primo passo sarà un censimento tecnico-funzionale di tutti gli impianti sportivi comunali: stato delle strutture, impianti, spogliatoi, barriere architettoniche, certificazioni di sicurezza. Su questa base verrà definito un piano straordinario di ripristino, con priorità agli impianti chiusi o parzialmente inutilizzabili, e un programma di manutenzione programmata che impedisca di arrivare di nuovo a situazioni di emergenza.
Campetti di quartiere
I campetti di quartiere sono spesso il primo luogo in cui bambini e ragazzi incontrano lo sport. Dove funzionano, diventano presidi sociali, spazi di aggregazione e prevenzione del disagio. Dove vengono lasciati al degrado, si trasformano in luoghi di abbandono.
L’amministrazione tratterà i campetti come infrastrutture di comunità, non come spazi residuali. La riqualificazione seguirà due linee. Recupero fisico con manti idonei, recinzioni sicure, illuminazione, spogliatoi essenziali. Apertura gestita attraverso convenzioni con associazioni sportive e progetti sociali, per garantire orari ampi, attività guidate, presenza educativa e accesso gratuito o calmierato per i minori.
Stadio Arechi e calcio professionistico
Lo stadio Arechi è uno dei simboli della città. Negli anni scorsi la Regione Campania ha finanziato interventi di adeguamento per la Serie A. Oggi però il percorso verso un impianto rinnovato è di nuovo in salita: lavori fermi, sottoservizi da spostare, risorse da trovare, dibattito aperto sul futuro del PalaTulimieri e del campo Volpe.
La priorità dell’amministrazione è duplice. Garantire in modo stabile i requisiti per il calcio professionistico, senza trasformare ogni stagione sportiva in un’emergenza impiantistica. Valutare con serietà il progetto di riqualificazione complessiva dell’Arechi come polo di servizi ed eventi, verificando compatibilità urbanistica, sostenibilità economica e impatto sui quartieri vicini.
Il rapporto con la proprietà sportiva sarà improntato a chiarezza. Il Comune metterà sul tavolo ciò che può fare in termini di suolo, permessi, infrastrutture e cofinanziamenti pubblici compatibili con i conti. La società sportiva dovrà indicare investimenti propri, garanzie e un piano credibile di gestione nel lungo periodo. Nessun progetto annunciato senza un quadro solido di benefici per la città.
Luci d’Artista e piano di accoglienza

Luci d’Artista ha portato a Salerno centinaia di migliaia di visitatori, con effetti significativi per commercio, ricettività e ristorazione. Allo stesso tempo, in molte giornate la città è andata in difficoltà: traffico bloccato, parcheggi saturi, residenti del centro storico in difficoltà per i flussi e i bus turistici, criticità nell’accesso ai servizi essenziali.
L’evento va ripensato con un piano di accoglienza e di servizi rigoroso. Il Comune dovrà programmare in anticipo dispositivi di traffico, aree di sosta dedicate ai bus, rafforzamento del trasporto pubblico e della metropolitana leggera nei giorni di picco, limiti chiari all’accesso dei pullman nel centro urbano, creazione di punti di servizi per i visitatori.
Luci d’Artista dovrà estendersi in modo più equilibrato su tutta la città, coinvolgendo quartieri, centro storico, musei, spazi culturali e associazioni locali, per distribuire i flussi e creare percorsi differenziati. La manifestazione deve diventare un’esperienza culturale completa come mappe tematiche, visite guidate, programmazione di eventi paralleli; non soltanto una passeggiata tra luminarie affollate.
Project financing e interesse pubblico
La finanza di progetto è uno strumento, non un fine. Può servire a mobilitare capitali privati per interventi complessi di sostituzione e rigenerazione, ma dentro due cornici rigide. Controllo pubblico pieno su destinazioni d’uso, standard di qualità, percentuali di alloggi sociali, servizi collettivi e verde. Valutazione accurata di sostenibilità economica e sociale per i residenti, per evitare operazioni che di fatto spingono fuori chi vive oggi in quei quartieri.
Un tavolo permanente tra amministrazione, ACER, imprese dell’edilizia, ANCE, ordini professionali e rappresentanze dei residenti servirà a definire modelli di intervento, condividere criteri di gara e monitorare gli effetti nel tempo. Il contributo pubblico potrà consistere in diritti edificatori, infrastrutture e servizi, sempre nel rispetto dello stato dei conti e della priorità dell’interesse generale.